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il Manualetto in tasca a cura di Paolo Zengara per l'AISA

 

PROGRAMMA DI RIABILITAZIONE NEUROLOGICA 

per l'atassia di Friedreich con modalità di autosomministrazione

  In questi pz. È molto importante prevenire l’affaticamento. I segni di fatica sono: polso frequente, respiro rapido e segni di disattenzione. Bisogna perciò controllare la frequenza cardiaca all’inizio e frequentemente durante il trattamento.

L’esercizio deve essere arrestato se la frequenza cardiaca raggiunge 120, e poi riprendere quando la frequenza è prossima a quella di partenza.

 

ESERCIZI DI COORDINAZIONE

Gli esercizi che seguono possono essere eseguiti anche senza la presenza del Terapista della Riabilitazione.

 

POSIZIONE SUPINA

Il pz deve stare sul letto duro con la testa sollevata su di un cuscino in maniera che possa osservare ogni movimento.

Questi devono essere lenti e molto precisi.

 

A.      Primi esercizi (eseguire ciascun esercizio 4 volte, ogni 3 – 4 ore)

1.         Piegare la gamba all’anca ed al ginocchio, strisciando il calcagno sul letto. Ritornare alla posizione originaria.

2.         Piegare come al N°1, e dalla posizione flessa abdurre il ginocchio, ritornare alla posizione flessa e poi ritorna alla posizione originaria.

3.         Flettere la gamba all’anca ed al ginocchio ad un angolo che sia la metà rispetto all’esercizio N°1 e ritornare alla posizione originaria.

4.         Ripetere l’esercizio n°2 a mezzo angolo.

 

B.     Raggiunti progressi soddisfacenti possono essere eseguiti i seguenti esercizi:

1.            Piegare una gamba all’anca ed al ginocchio. Fermarsi in qualsiasi posizione in flessione o in estensione, quando il Terapista dice “Stop”.

2.            Entrambe le gambe sono piegate contemporaneamente all’anca ed al ginocchio, e dalla posizione flessa sono abdotte a 90° (non alla massima abduzione). Ritornare alla posizione di partenza ed estendere.

3.            Entrambe le gambe sono non completamente flesse (a mezzo dell’angolo dell’esercizio n°1).

Questi tre esercizi sono ripetuti ogni tre ore ed i 4 precedenti sono ripetuti una volta al giorno.    

 

C.     Se i precedenti esercizi sono eseguiti correttamente si devono    aggiungere i seguenti:

1.           Flettere entrambe le gambe a ½ angolo, abdurre da questa posizione di flessione ed estendere.

2.           Flettere entrambe le gambe, arrestare a qualsivoglia angolo in flessione o in estensione, allo stop del Terapista.

3.           Flettere entrambe le gambe all’anca e al ginocchio, abdurre da questa posizione, ritornare alla posizione flessa ed estendere. Fermarsi e poi proseguire a comando in qualsiasi angolo.

4.           Flettere  entrambe le gambe a ½ angolo, abdurre da questa posizione, ritornare alla posizione flessa ed estendere. Arrestarsi e continuare a comando.

 

D.    Quando i precedenti esercizi sono ben eseguiti,  il calcagno deve essere alzato dal letto e si devono seguire i movimenti di flessione. L’esagerazione dei movimenti deva essere evitata. Le gambe non devono essere sollevate eccessivamente.

1.      Flettere l’arto all’anca ed al ginocchi con il calcagno sollevato dal letto.

2.      Flettere l’arto, e da questa posizione portate  il calcagno sulla ruota controlaterale.

3.      Eseguire lo stesso esercizio con l’altro  arto.

4.      Flettere un arto all’anca e al ginocchio, e da questa  posizione portare il calcagno al centro della gamba  controlaterale.

Questi esercizi partono dalla posizione originaria  e si completano con il ritorno ad  essa.  Vanno ripetuti 4 volte / per 4 volte al giorno. Essi devono essere variati dai comandi  “Stop” e “continua” ad angoli differenti.

 

E.     Quando i precedenti esercizi sono ben eseguiti devono essere somministrati i successivi con le stesse modalità:

1.       Dalla posizione originaria (arti estesi) portare il calcagno di un piede a metà della gamba controlaterale, tenendolo sollevato spostarlo all’interno della gamba, poi estendere l’arto.

2.       Portare il calcagno sulla caviglia dell’arto controlaterale che rimane esteso, l’arto viene poi flessa l’anca ed al ginochio ed estesa.

3.       Come al n°2, eccetto che il calcagno viene portato sull’alluce del piede controlaterale.

 

G.     La serie successiva consiste in esercizi di coordinazione che il pz esegue ponendo il  calcagno sulla cresta ossea della gamba controlaterale e cambiando continuamente la sua posizione. Questi esercizi richiedono la massima coordinazione combinata alla minima contrazione muscolare:

1.       Posizione originaria: il calcagno di un piede è posto sul ginocchio controlaterale,  poi va fatto scivolare lungo la cresta tibiale verso la caviglia. Ripetere con ordine inverso. 

2.       Come al n°1, ma il calcagno raggiunge questa volta l’alluce della gamba controlaterale, la quale deve essere lievemente flessa al ginocchio.

3.       Come al n°1, ma il calcagno scivola lungo la cresta tibiale, si ferma, continua verso la caviglia. Si ferma, procede poi verso l’alluce.

4.       Come al n°1, ma il movimento si arresta e continua a comando.

 

H.    Il paziente studia attentamente le impressioni tattili causate dai movimenti proposti:

1.      Flettere gli arti all’anca e al ginocchio, con i malleoli interni e le ginocchia contatto, quindi estendere.

2.      Come al n°1, ma a ½ angolo.

3.      Come al n°1, ma con arresti volontari.

4.      Come al n°1, ma il movimento si arresta  e continua a comando.

 

I.       Ripetere 4 volte per ciascuna gamba/ 4 volte al giorno

1.       Flettere entrambi gli arti ed estenderne poi solo uno per volta alternandoli, tenendo i talloni sempre a contatto con il lettino.

2.       Flettere entrambi gli arti, estenderli poi con i talloni sollevati dal lettino.

3.       Come al n°2, ma i talloni vengono sollevati durante la flessione.

4.       Come al n°2, ma i talloni vengono sollevati durante la flessione e l’estensione.

 

J.      La serie successiva è resa più difficile da abduzioni e adduzioni

1.       Un arto viene flesso e abdotto mentre il controlaterale solo flesso. Successivamente l’arto abdotto viene addotto, mentre l’arto flesso viene esteso. Ritornare alla posizione originaria. I talloni sono sempre a contatto con il lettino.

2.       Come al n°1, ma nell’estensione il tallone si solleva dal lettino.

3.       Un arto viene flesso all’anca ed al ginocchio e poi esteso senza toccare il lettino, mentre l’altro viene flessa, abdotta e poi addotta.

4.      Un arto viene flesso all’anca e al ginocchio, mentre il controlaterale si flette, abduce e adduce, senza che il tallone tocchi il lettino. Gli arti vengono poi estesi contemporaneamente sempre senza toccare il lettino.

 

K.    Per la serie di esercizi che segue è necessaria la presenza di  un’altra persona:

1.       Si pone un dito in vari punti della gamba del paziente, il quale cerca di porre il proprio calcagno su questo dito.

2.       Come al n°1,ma nel momento che il pz tenta di porre il calcagno sul dito, questo viene spostato, ed il pz deve tentare di seguire il suo percorso senza toccarlo.

3.      Il pz cerca di porre il proprio calcagno  nel cavo della mano di un’altra persona mentre la posizione della mano di questa persona cambia costantemente.

 

 

 
 

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