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FORUN CITTADINO DELLA DISABILITA' ANNO 2003 - NAPOLI 30 MARZO 2004

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forum cittadino della disabilita'

Nel corso dell’ultimo decennio l’impostazione internazionale delle questioni inerenti la disabilità ha subito una profonda evoluzione. Abbandonando progressivamente il modello medico della disabilità, si è sviluppato un corpus di documenti che facendo proprie le istanze del movimento internazionale delle persone con disabilità ha sviluppato un modello sociale della disabilità.

Il punto di partenza sono state le Regole standard delle Nazioni Unite per l’eguaglianza di opportunità delle persone con disabilità adottate nel 1993 dall’assemblea generale dell’ONU. Pur non essendo uno strumento legale vincolante, le Regole Standard presentano le direttive di cambiamento sociale che dovrebbero permettere a tutti i cittadini, senza eccezione, di partecipare in maniera egualitaria alla vita della società. Inoltre, il ruolo più importante delle Regole Standard è di servire da strumento internazionale e da meccanismo di controllo per garantire il rispetto dei diritti umani e civili delle persone con disabilità attraverso la loro applicazione e la loro efficacia. Ogni violazione delle Regole è una violazione di diritti umani.

Partendo dalle Regole Standard sia le altre agenzie dell’ONU (Organizzazione mondiale della Sanità-OMS, Organizzazione Internazionale del Lavoro-OIL, etc.) e le istituzioni europee hanno elaborato nuove strategie centrate sull’approccio basato sui diritti umani. Così nel 2001 è stata licenziata dall’OMS la Classificazione internazionale del funzionamento della disabilità e della salute, che ha fornito una definizione di un “modello biopsicosociale” che considera la persona con disabilità come ogni  altro cittadino, spesso discriminato e con pesanti limitazioni nell’accessibilità agli ambienti di vita e di relazione ed alla partecipazione sociale, prefigurando una vera e propria limitazione alla democrazia. L’ICF, come viene comunemente definito, rappresenta il quadro di riferimento culturale con il quale affrontare la condizione delle persone con disabilità. Nella presente raccolta ne riproduciamo l’introduzione (in inglese). Nel 2001, in un seminario dell’OMS ad Helsinki, l’OMS ha posto l’esigenza di Ripensare la presa in carico per le persone con disabilità, passando da una impostazione medica ed assistenzialistica ad un approccio basato sui diritti e la pari opportunità. Viene riportato il documento conclusivo del seminario (in inglese).

Nel campo del lavoro l’OIL nel 2001 ha definito un documento che, partendo dalla Convenzione sul riadattamento professionale e l’impiego delle persone invalide (C159 – 1983, versione spagnola), che ha introdotto un approccio innovativo per le persone disabili: Il diritto ad un lavoro dignitoso delle persone con disabilità (versione inglese).

L’Unione europea ha egualmente rivoluzionato l’impostazione in materia di disabilità alla fine del programma Helios II. Nel dicembre del 1996 infatti il Consiglio dei Ministri europeo ha approvato la Risoluzione sulla parità di opportunità per le persone disabili (20 dicembre 1996). Successivamente nel Trattato di Amsterdam (1997) è stato introdotto nell’art. 13 una clausola di non discriminazione che riguardava anche le persone con disabilità. Questo ha favorito l’introduzione di legislazioni non discriminatorie (in materia di razza e di impiego), recepite anche dal governo italiano (in particolare il Decreto legislativo 216/2003, "Attuazione della direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro"). Infine nella Carta europea dei diritti fondamentali approvata a Nizza nel dicembre 2001 e che dovrebbe divenire parte della nuova costituzione europea, gli art. 21 e 26 si occupano di persone con disabilità. Infine inseriamo una pagina che elenca e consente di accedere agli altri documenti europei più rilevanti sulla disabilità (in inglese).

Lo stesso Consiglio d’Europa, oltre la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (1950, e successivamente aggiornato con vari protocolli aggiuntivi), è intervenuto con il rapporto Verso una piena inclusione sociale delle persone con disabilità (2002) che delinea una nuova strategia, sviluppata nella conferenza di Malaga del 2003 (in inglese).

In materia di accessibilità vengono riportati una risoluzione del Parlamento europeo (Verso un’Europa senza barriere, aprile 2001) e la Risoluzione sull’introduzione dei principi del disegno per tutti nei programmi di formazione dell’insieme delle professioni che lavorano nel campo dell’ambiente costruito (Consiglio d’Europa, 2001, in francese).

            Per l’anno 2003, dedicato dall’Unione europea alle persone con disabilità (Decisione del Consiglio dei ministri del dicembre, 2001), l’Unione europea ha definito un documento culturale di base da utilizzare per orientare tutte le azioni dell’anno Dichiarazione di Madrid, 2002) ed un poster dell’anno. I risultati dell’anno 2003 sono stati sintetizzati dalla Comunicazione della Commissione europea Pari opportunità per le persone con disabilità: un Piano di azione europeo (2003).

            Infine sono riportati alcuni documenti inerenti la situazione italiana durante l’anno 2003. In particolare il Memorandum presentato dal Consiglio Nazionale della Disabilità e l’European Disability Forum, insieme alla FISH ed alla FAND, al governo italiano durante il semestre di presidenza europeo; questo documento sintetizza le principali richieste politiche che il movimento europeo delle persone con disabilità chiedono all’Unione europea. Infine sono riportati due documenti relativi all’accessibilità prodotti in Italia dalle iniziative realizzate durante l’anno 2003: la Carta di Norcia (ottobre 2003) che indica gli elementi su cui costruire una fruibilità della natura ed una accessibilità dei parchi e le aree naturalistiche protette, e la Carta di Perugia, che identifica le esigenze per una città accessibile (novembre 2003).

            Per quanto riguarda la città di Napoli, sono stati riportati Il Piano Sociale di Zona del Comune di Napoli per  l’anno 2002, il Piano attuativo locale (PAL) della Azienda Sanitaria Locale Napoli 1 del 2003, i Progetti relativi alla Legge 285/97 che riporta tra l’altro la descrizione e la programmazione dell’offerta in tema di integrazione socio-sanitaria dell’area della riabilitazione e la presentazione del Progetto “Sole” quale modello di prassi innovativa di integrazione tra il Comune di Napoli, l’ASL Napoli 1 e le Associazioni territoriali della città di Napoli per i bambini e ragazzi con disabilità.

Vengono poi riportate una serie di relazioni di esperti che hanno animato le giornate di sensibilizzazione indirizzate agli operatori sociali, sanitari ed educativi ed alle associazioni della consulta comunale di Napoli per le persone con disabilità. Esse hanno riguardato : I progetti individuali: un approccio basato sui diritti umani di Pietro Barbieri (presidente della FISH), I diritti umani delle persone con disabilità di Giampiero Griffo (presidente Federhand-Onlus), Le politiche europee sulla disabilità di Luisa Fazzi Bosisio (presidente Consiglio Nazionale sulla Disabilità) [formato ppt] e l’approccio UE alla disabilità basato sui diritti.

I documenti qui raccolti rappresentano in estrema sintesi i punti di riferimento tecnico e politico sulle questioni inerenti alla disabilità a livello internazionale ed europeo, così come per la città di Napoli, e ci auguriamo diventino uno strumento di riflessione e di lavoro di tutti gli operatori che operano sulle questioni della disabilità.

 FEDERHAND-ONLUS 

Napoli  30 marzo 2004

 

Adeguazione e pubblicazione internet a cura di Paolo Zengara

 

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