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Ricercatori dell’Università
di Edimburgo
hanno scoperto che
un anfibio anuro,
Xenopus laevis
condivide con l’uomo
lo stesso meccanismo
genetico che
consente alle
cellule staminali
embrionali di
dividersi senza
limiti. Finora le
cellule staminali
erano state ottenute
da topi, primati ed
esseri umani, ma mai
da anfibi. Dato che
questi ultimi sono
molto più semplici
da studiare rispetto
a topi e esseri
umani, secondo i
ricercatori che
hanno condotto la
ricerca, il ricorso
a questo anfibio
potrà consentire
passi avanti più
rapidi nello studio
delle staminali. La
proteina chiave
negli umani, Oct4,
ha un equivalente
nello xenopo: si
chiama PouV, è
strutturalmente
molto simile e
svolge la medesima
funzione. Quando una
cellula staminale si
trova priva di Oct4,
smette di dividersi
e inizia il processo
di differenziazione.
Gillian Morrison,
che ha diretto la
ricerca, ha
introdotto in
cellule staminali di
topo in carenza di
Oct4 la proteina di
anfibio PouV,
scoprendo che le
staminali
recuperavano la loro
capacità di
divisione. La
descrizione
dettagliata della
ricerca è pubblicata
sull’ultimo numero
della rivista
"Development".
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