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ASSOCIAZIONE ITALIANA PER LA LOTTA ALLE SINDROMI ATASSICHE

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03 maggio 2006

Un gene per non perdere mitocondri
Le scoperta ottenuta grazie allo studio di alcune famiglie italiane colpite dalla malattia

  È stato identificato un nuovo gene che, se alterato, causa una gravissima malattia genetica neurologica, la sindrome da deplezione del DNA mitocondriale (MDDS), spesso letale nel primo anno di vita per le complicanze neurologiche e l’insufficienza epatica. Ad effettuare la scoperta – di cui si riferisce su Nature genetics è stato un gruppo di ricercatori italiani finanziati da Telethon e coordinati da Massimo Zeviani dell’IRCCS-Besta di Milano. La sindrome da deplezione del DNA mitocondriale è causata da anomalie dei mitocondri (gli organelli dove un complesso sistema di enzimi produce energia partendo dagli zuccheri introdotti nell’organismo con l’alimentazione) e colpisce diversi tessuti tra cui muscolo, cervello e fegato. Il gene identificato da Zeviani, chiamato MpV17, contribuisce al mantenimento dell’integrità dei mitocondri che forniscono l’energia necessaria allo svolgimento di tutte le funzioni vitali. Difetti di questo gene causano una riduzione nella produzione di energia disponibile con gravi conseguenze sul funzionamento dei tessuti. Le ricerche condotte da gruppo di Zeviani su alcune famiglie italiane colpite dalla malattia hanno permesso in una prima fase di localizzare sul cromosoma 2 il gene MPV17 e poi di identificare nei pazienti le alterazioni del gene responsabili della malattia. “Questo lavoro è iniziato con lo studio di una grande famiglia in cui alcune persone risultavano affette da una malattia metabolica ad esordio precoce con gravi crisi ipoglicemiche e danno epatico”, ha spiegato Zeviani. “Nei casi più gravi la situazione degenerava rapidamente in cirrosi e insufficienza epatica. In questi pazienti abbiamo notato una diminuzione del DNA mitocondriale nel fegato. È stato questo il campanello d’allarme che ci ha messo sulla giusta strada per capire che la malattia era legata ad un difetto dei mitocondri.” Alla scoperta ha partecipato anche un gruppo di ricercatori dell’Università di Trieste e del IRCCS-Burlo Garofolo. Il prossimo passo sarà chiarire in che modo le alterazioni del gene MPV17 causano i sintomi della malattia e prevederne l’evoluzione.
 

fonte: le scienze on-line

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