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Per i pazienti affetti da sclerosi multipla che non rispondono alle terapie tradizionali, ci sono nuove speranze.
Da gennaio infatti, anche in Italia, sarà disponibile il primo anticorpo monoclonale per il trattamento di questa malattia, in grado di ritardare la
progressione della disabilità e ridurre la frequenza delle ricadute. Nel nostro Paese 50.000 individui sono colpiti da sclerosi multipla e ogni anno si verificano 1.800 nuovi casi (più frequenti fra le donne tra i 15 e i 50 anni).
Il farmaco denominato natalizumab, che è frutto della ricerca Biogen-Dompé, è indicato come unica terapia per i pazienti con sclerosi multipla recidivante remittente grave (cioé caratterizzata da attacchi ben definiti, che si risolvono completamente o parzialmente) a rapida evoluzione o con
elevata progressione della malattia (nonostante il trattamento con beta interferone).
Sulla base dei risultati dello studio clinico di fase III Affirm, condotto su 942 malati in 99 centri in tutto il mondo è stato dato il via libera per la terapia.
Il trial clinico ha fatto osservare la riduzione del rischio di aumento della disabilità del 42% e della frequenza delle ricadute pari al 68% rispetto al placebo. Questo il meccanismo d'azione dell'anticorpo monoclonale: inibisce le molecole di adesione responsabili del passaggio, potenzialmente dannoso, di cellule immunitarie dall'apparato circolatorio verso il cervello e il midollo spinale. Riesce ad impedire questi spostamenti legandosi ad uan proteina presente sulla superficie dei linfociti T (alfa 4-integrina) in modo che questi non possano più attaccarsi alla barriera ematoencefalica ed attraversarla.
"Si tratta di un passo importante per i pazienti con sclerosi multipla in Italia" afferma Carlo Pozzilli, responsabile del Centro sclerosi multipla ospedale S.Andrea di Roma, che è uno dei centri italiani coinvolti nella sperimentazione insieme all'Unità operativa diagnosi e cura delle malattie demielinizzanti del Policlinico di Bari, al centro sclerosi multipla Istituto San Raffaele di Milano, alla Clinica neurologica università di Genova, al Centro sclerosi multipla università di Cagliari e al Centro di riferimento regionale per la sclerosi multipla dell'università di Padova.
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