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I microRNA, già
chiamati in causa
tanto nella genesi
del cancro quanto
nello sviluppo
normale, regolano
l’attività dei più
lunghi filamenti di
RNA che trasportano
le istruzioni
contenute nei geni
per la produzione
delle proteine.
Funzionano cioè come
"reostati
molecolari” che
possono modulare
finemente la
quantità di proteine
prodotte ed è per
questo che
normalmente i
microRNA si trovano
in prossimità degli
organelli deputati
al montaggio delle
proteine.
Nel corso dello
studio di 200 dei
500 microRNA trovati
nella cellula umana,
il gruppo di ricerca
della
Johns Hopkins
University
diretto da Joshua
Mendell ha
identificato però un
microRNA, miR-29b,
che si allontanava
dagli altri, andando
decisamente “nel
posto sbagiato”.
I microRNA sono
costituiti da 20-25
blocchi nucleotidici
(contro le migliaia
degli altri tipi di
RNA) e ogni microRNA
è formato da una
differente
combinazione di
questi blocchi. Il
microRNA in
questione, possiede
tuttavia sei blocchi
terminali che lo
distinguono
notevolmente dalla
parte terminale di
tutti gli altri.
Come riferiscono in
un articolo
pubblicato sul
numero odierno di
Science,
sospettando che ciò
potesse avere a che
fare con la sua
localizzazione, i
ricercatori hanno
sostituito in altri
microRNA il loro
terminale con quello
di miR-29b.
Ricollocati
all’interno di una
cellula, questi
microRNA alterati si
comportavano proprio
come miR-29b,
allontanandosi dai
punti di sintesi
proteica, per
migrare all’interno
del nucleo.
Il terminale, posto
poi su un frammento
di siRNA, (piccoli
Rna a interferenza),
il cui compito è
quello di
interferire con i
geni e all’accorrenza
di silenziarli, ha
indotto anche questi
a trasferirsi nel
nucleo.
Questi risultati
dimostrano per la
prima volta che, a
dispetto della loro
esigua dimensione, i
microRNA contengono
elementi che ne
possono controllare
il comportamento
nella cellula e che
potrebbero essere
sfruttati per
silenziare
selettivamente
diversi geni o
gruppi di geni.
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