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In uno studio pubblicato
sulla rivista "Proceedings
of the National Academy of
Sciences", alcuni
ricercatori descrivono una
proteina che può agire come
una batteria all'interno
delle cellule, consentendo
di ricevere, immagazzinare e
fornire carica elettrica.
Queste caratteristiche
potrebbero rappresentare per
una cellula un modo unico e
insolito di rispondere a
cambiamenti nel suo stato
interno e nell'ambiente
esterno.
Steven McKnight del
Southwestern Medical Center
dell’Università del Texas e
colleghi hanno scoperto che
la proteina Sprouty2 si
raggruppa in particelle più
grandi che immagazzinano al
proprio interno le cariche
elettriche. La proteina
forma forti legami fra ferro
e zolfo. All'interno degli
ammassi di proteine, questi
legami e i loro stati
elettronici vengono protetti
dalle cariche elettriche
nelle immediate vicinanze
della cellula.
Lo stato energetico
dell'ammasso è quasi
impossibile da scaricare con
i normali metodi biochimici.
I ricercatori ritengono che
questa carica elettrica
rimanga protetta fino a
quando gli ammassi di
proteine incontrano il
recettore appropriato.
Xinle Wu, Peter B. Alexander,
Ying He, Masahide Kikkawa,
Pia D. Vogel, Steven L.
McKnight, "Mammalian
Sprouty proteins assemble
into large, monodisperse
particles having the
properties of intracellular
nanobatteries".
Proceedings of the National
Academy of Sciences (2005).
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